La frittata di verdure di Re Ferdinando di Borbone

Anche se sembra strano un'umile frittata può portare il nome di un re: succede per la frittata del Re Lazzarone, una specialità partenopea intitolata a re Ferdinando I di Borbone, quel re che trascorreva buona parte dell'anno nella Reggia di Ischia. La frittata borbonica è pur sempre una frittata regale, dunque è ricchissima di ogni ben di Dio. Ferdinando che non disdegnava trascorrere qualche ora in cucina ,sembra abbia creato questa ricetta a Portici mentre si trovava lì per la stagione della caccia. Ma quando veniva ad Ischia in estate portava con sé tutte le sue regali abitudini culinarie e con loro la ricetta della frittata!

La frittata di verdure di Re Ferdinando di Borbone

curiosità

curiosità

ingredienti per quattro persone
½ kg. di patate
4 zucchine
4 peperoni
3 cipolle
5 uova
2 spicchi d’aglio
4 cucchiai di farina
4 cucchiai di pecorino
olio d’oliva
sale e pepe
Mondate e tagliare gli ortaggi. In una padella versate l'olio e fate rosolare le cipolle; trasferite le cipolle in una terrina di coccio calda; mettete ancora un po’ d’olio, aggiungere l’aglio schiacciato. Stufate le zucchine, trasferitele nella terrina di coccio calda assieme alle cipolle, aggiungete un po’ d’olio, aggiungere l’altro aglio schiacciato, farlo colorire, toglierlo e far stufare le falde di peperone, bagnando con quasi mezzo bicchiere d’acqua, in circa 15 minuti. Stufate che siano trasferite il peperone nella terrina di coccio, assieme alle cipolle e alle zucchine. Friggere i cubetti di patate e trasferitele nelle terrina. Fate una frittata con le uova, mettete la farina ed il pecorino, friggete il composto per circa 5 minuti, quindi versare sulla frittata il contenuto della terrina con gli ortaggi. Ripiegate un lembo della frittata sugli ortaggi, mettere un coperchio alla padella e fate rosolare lentamente da entrambi i lati.

Ferdinando di Borbone era un re un po' particolare: parlava solo in dialetto napoletano ed amava frequentare il popolino, taverne e mercatio compresi. Il re chiamato non a caso Lazzarone se ne andava in giro per le strade di Napoli in compagnia di scugnizzi. Era anche un re che adorava la caccia e la pesca, ma anche di questi hobby Ferdinando ne faceva qualcosa di poco nobile se così si può dire dal momento che dopo aver catturato le prede se le andava a vendere al mercato. Ferdinando detestava la vita di corte alla quale preferiva le battute di caccia nelle sue reggie di Caserta e Portici, non disdegnava di dormire nei fienili , magari in compagnia di qualche pasciuta contadinotta che preferiva di gran lunga alle sofisticate dame di corte. La sera poi si travestiva e se andava a giocare a carte nelle taverne con i popolani, non rifuggendo a trucchi per vincere disonestamente: insomma a carte barava anche. Tra i suoi hobby più innocui c'era poi quello della cucina: anche in questo settore mostrava di possedere una grande abilità preparandosi cibi gustosi, ma un po' rustici. Re Ferdinando si trovava un giorno nella Reggia di Portici, gli venne voglia di una frittata, ma una frittata regale. Quindi saccheggiò la dispoensa di cipolle, patate, zucchine, peperoni e creò la frittata che ancora oggi porta il suo nome. La regal ricetta, come l'eco delle avventure e delle bighellonate del re Lazzarone, si diffuse in tutto il Regno. Ed un'estate venendo in vacanza nella Reggia di Ischia, Ferdinando cucinò la sua frittata; chi passava sotto il palazzotto poteva sentire l'odore soave che si sprigionava dalle cucine regali qualcuno chiese “ma cosa hanno preparato per il re?”. Da allora la frittata del Re Lazzarone è diventata patrimonio della cucina ischitana.

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Cultura

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