Il tempo delle fave dura un soffio. Quando la frugalità diventa preziosa

La cucina ischitana è cucina di mare e di terra. E le ricette che giungono dalla campagna dell'isola risalgono spesso a quei tempi lontani quando il benessere non era così diffuso e le pietanze di chi lavorava la terra erano spesso frugali. Ci si sfamava con quello che dava l'orto e tra gli ortaggi ve ne erano alcuni - come le patate, le cipolle, i legumi e le fave – che essendo di facile produzione non mancavano mai sulla tavola dei contadini. Riscopriamo i sapori antichi, la tavola delle origini, la dispensa rustica e genuina della tradizione isolana. La primavera in tavola ad Ischia sono le fave tenerelle

Il tempo delle fave dura un soffio. Quando la frugalità diventa preziosa

curiosità

curiosità

Zuppa di fave:
1 kg di fave fresche sgranate
200 gr di cipolline fresche
25 gr di lardo
100 gr di pancetta
prezzemolo
olio d'oliva
sale e pepe
Fate soffriggere a fuoco vivace l'olio col lardo tritato, le cipolline e la pancetta. Quando tutto si sarà rosolato aggiungete le fave sgranate ed il pepe. Abbassate la fiamma e lasciate insaporire a tegame coperto rigirando spesso. Ricoprite poi le fave con acqua bollente, salate e continuate la cottura fino a quando si saranno quasi disfatte.
Si mangia con fette di pane, abbrustolite irrorate con un filo d'olio.

Le fave tenerelle spuntano con il primo calore nella terra bruna della campagna ischitana. E' privilegio di pochi passeggiare nell'orto e cogliere un baccello, aprirlo con un dito, sentirne il delicato profumo e mangiare le fave che contiene, da quella già formata e matura, a quelle piccolissime che si trovano negli angoli.
Se venite ad Ischia in vacanza potreste farlo anche voi, perchè in quasi tutte le terre dell'isola in primavera spuntano fave verdi, verdi ed i contadini non vi negheranno un assaggio di queste primizie. Ma potete gustare le fave ischitane anche nelle ottime trattorie dell'isola, dove è radicata la religione slow food, un culto dei prodotti stagionali, degli ortaggi locali e delle antiche ricette contadine. Il periodo per gustare le fave fresche sull'isola è aprile. Le fave sono una prelibatezza anche perchè vivono un tempo molto breve. 15 giorni, un mese, il mese di aprile dopodichè come ci ricorda un’antica canzone ischitana che recita “ A Santa Restituta ‘e fave so’ arrennute” La festa di santa Retsituta viene nella seconda metà di maggio ed a quel tempo le fave sono già indurite. Ed allora veloci a consumare le fave di Ischia. Come di mangiano? Fresche con la pancetta, acompagnate da fette di panello cotto a legna, il famoso pane di Boccia o anche calde a zuppa, sempre accompagnando la pietanza con fette di pane abbrustolito. Eppoi il sapore delle fave fresche può essere riportato nel cuore ghiaccio dell'inverno conservandole sottolio o seccate.

end of float

Cultura

end of float
end of float