Capodanno ad Ischia: buona tavola, danze e fuochi d'artificio

Ad Ischia il Capodanno ha mantenuto inalterato il fascino di una festa antichissima dal sapore delle tradizioni popolari con quel tocco di sfrenatezza dionisiaca tra balli, cibo e vino a volontà. La tavola ischitana del san Silvestro non si certo trovare impreparata ad uno dei momenti più ghiotti dell’anno, quando mangiare bene e a volontà è fondamentale anche in senso benaugurale. Una festa che affonda le radici nella notte dei tempi

Capodanno ad Ischia: buona tavola, danze e fuochi d'artificio

curiosità

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il rumore svolge un ruolo fondamentale nei festeggiamenti per il Capodanno.

In origine, si credeva che il rumore cacciasse gli spiriti maligni e già nel medioevo l'inizio dell'anno era salutato con i suoni di diversi strumenti, dalle campane delle chiese, alle trombe e i tamburi.

Con l'invenzione della polvere da sparo, al rumore degli strumenti si è aggiunto lo scoppio dei colpi di fucile e, più tardi quello dei fuochi d'artificio.

I fuochi d’artificio di Capodanno sono uno spettacolo incredibile, con vere e proprie perfomances coloratissime e rombanti.

Se avete la fortuna di assistere allo “sparo” dall’alto di una collina ischitana con vista mare vedrete tutto il Golfo illuminarsi di rosso, blu, verde…

Già gli antichi Romani celebravano l'anno nuovo. Il loro calendario era però continuamente mutato dai vari imperatori; si scelse quindi di sincronizzarlo con il sole.

Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare quello che ancora oggi è conosciuto come il calendario Giuliano, che stabiliva che l'anno nuovo iniziava il primo gennaio.

Il primo di gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti strenne come augurio di fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia.

La dea era apportatrice di fortuna e felicità; il termine latino strena,presagio fortunato, deriva probabilmente proprio dalla dea.

Terra che mantiene sempre vivo l’ancoraggio con la cultura marinara e contadina,

Ischia festeggia san Silvestro con cibi assolutamente genuini, il menu è molto vario: si va da piatti di pesce freschissimo, a volte pescati personalmente dagli ischitani la notte tra il 30 ed il 31 dicembre, frutti di mare, pasticci di pasta e tortani a volontà.

Ma che si ceni a base di pesce o di carne un piatto non deve assolutamente mancare sulla tavola ischitana di Capodanno, per motivi scaramantici: le lenticchie che assicurano denaro e felicità.

Se scegliete di trascorrere le vostre vacanze di fine anno ad Ischia, il Capodanno ischitano vi stupirà non solo con un ventaglio di cibi saporitissimi ma anche con le tante feste in piazza ed i veglioni “all nigh long”.

Ma quando scocca la mezzanotte andate alla finestra: uno degli spettacoli più grandiosi di fuochi artificiali che avete mai visto vi lascerà a bocca aperta e vi insegnerà come la gente del sud scacci gli spiriti maligni e prepari la strada all’anno che nasce.

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