Profuma d'arancio il Natale ischitano: il Roccocò

Sulla tavola natalizia ischitana non può mancare a fine pasto il “roccocò”. Dolce di consistenza dura, a volte durissima, racchiude in sé l’anima campagnola della cucina ischitana ed anche un po’ il carattere della sua gente che sa essere impenetrabile e rustica, ma anche affettuosa, come la forma a ciambella che viene data al roccocò. E che profumo di campi e di arance! Perchè dentro il roccocò c’è tutto il sole di Ischia

Profuma d'arancio il Natale ischitano: il Roccocò

curiosità

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La ricetta dei roccocò

 

- Farina kg 1 - zucchero gr 800 - bucce di agrumi grattugiate (3 mandarini, 1 arancia, 1 limone) nocciole e mandorle gr 400 - acqua gr 300 - cannella 1 cucchiaio raso - ammoniaca in polvere per dolci 1 cucchiaino da caffè - 1 bianco d’uovo.

Setacciate la farina ed in mezzo ad essa versate lo zucchero, le profumate scorzette degli agrumi grattugiate, le nocciole e le mandorle pelate e tritate, l’acqua, la cannella e l’ammoniaca per dolci. Amalgamate ogni cosa ottenendo un impasto piuttosto duro e formate delle piccole ciambelle un po’ schiacciate che, spennellate con bianco d’uovo, cuocerete in forno caldo per circa venti minuti

Se siete in vacanza ad Ischia nel periodo natalizio o per un week end di Capodanno assaggiate i roccocò, preparati secondo l’antichissima ricetta napoletana.

Sembra che ad inventarli siano state le suore di un convento napoletano nel 1300. La ricetta è rimasta immutata da allora.

Chiodi di garofano, cannella, noce moscata e pepe bianco sono gli ingredienti della polvere magica, il pisto, che si diffonde nell'aria quando siete in giro per Ischia a partire dal giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre e fino all'Epifania, sulla tavola isolana i roccocò verranno serviti in abbondanza.

C’è chi li sgranocchia lentamente, chi li inzuppa nel liquore per ammorbidirli, chi li affronta con decisione, chi li divide con il coltello e ne mangia solo una metà.

Il roccocò aiuta a chiudere in letizia un pranzo natalizio ma anche a comprendere l’indole dei nostri commensali!

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