Non vi rapiranno con un turbinio di stucchi dorati, soffitti a cassettoni in legno prezioso, accensioni argentee e fasti rutilanti, le chiese dell’isola, come spesso le chiese di paese, hanno tutt’altro fascino. Odorano forse più di mare che di incenso e parlano di preghiere silenziose nella penombra un po’ umida di un pilastro passato a calce
A volte diroccate, spesso defilate, ma anche barocche e panciute le chiese del comune di Ischia dal castello a Sant'Alessandro
Se il maggiore fascino delle chiese dell’isola è nell’essere luoghi di culto in cui si respira una religiosità pacata e intimista, le chiese di Barano, il grande comune a sud dell’isola che estende il suo territorio dal mare alla collina, mantengono inalterata anche la bellezza feriale dell’architettura rurale
Le onde architettoniche mai spinte del barocco napoletano, le onde di acqua di mare che un tempo le lambivano la schiena, le onde di luce che ne scolpiscono l’interno, l’onda verticale del suo campanile. Onde di pietra, di marmo e di ferro per questa bella chiesa di Ischia ponte: la cattedrale dell’Assunta. E dentro tante opere d’arte pittorica ed un Cristo di legno medioevale nero e ascetico da poco restaurato
Poco distante dalla Cattedrale, sull'altro lato della strada, sorge la chiesa Collegiata dello Spirito Santo, costruita tra il 1636 ed il 1676. Originariamente, sul posto ove oggi sorge il sacro edificio, si trovava una cappella dedicata a Santa Sofia di proprietà della famiglia Cossa. Essa, intorno al 1570, fu adattata a luogo di culto dei marinai del borgo di Celsa, mentre il titolo parrocchiale dalla chiesa di San Vito a Campagnano, vi fu trasferito, per decisione del vescovo Fabio Polverino, nel 1580. Inoltre tutti i fedeli si tassarono, dedicando una parte dei guadagni prodotti dalle loro attività ad un programma di assistenza materiale e spirituale
Addossata alla chiesa dello Spirito Santo, con un'ampia gradinata d'accesso, sorge l'Arciconfraternita di Santa Maria di Costantinopoli, fondata nel 1613 dagli artigiani del borgo d'Ischia, i quali vollero staccarsi da marinai e pescatori, assieme ai quali avevano fondato nel secolo precedente lo Spirito Santo, per creare un autonomo Oratorio laico, che entrò in funzione nel 1626 e fu ristrutturato completamente nel 1693
Nascosta per chi si trova a terra, ma ben visibile dal mare una chiesa in miniatura a Cartaromana vi sorprenderà con la sua piccola statura, da casa di bambole e per la sua grazia leggera. La pace del luogo, l’odore misto di mare e campagna, aggiungono intimità a questo tempietto che fa pensare ad un culto lontano dalla folla, in continuo dialogo con la natura. Sant’Anna a Cartaromana è la chiesa delle donne
Nella piazza di Campagnano incontriamo la chiesa dell'Annunziata, la cui facciata, adorna di uno splendido rivestimento maiolicato, domina la passeggiata del piccolo borgo. Nasce nel 1602 come chiesetta rurale ad opera dei contadini del villaggio, che si accollano le spese di manutenzione; viene in seguito dedicata a San Sebastiano ed a lungo si è praticata la venerazione dell'Annunciazione di Maria
Arrivati nella zona di Cartaromana e superato il cimitero si incontra la chiesa di San Domenico, che servì in passato l'omonimo convento di Padri predicatori, fondato nel Trecento e soppresso nel 1653. Nata come chiesa rupestre nel 1469 ha funzionato per circa due secoli, fino a quando, in esecuzione di una Bolla di Innocenzo X del 1652, il convento fu chiuso perché abitato soltanto da tre frati
Passeggiando per l’antica strada che costeggiando il mare porta da Ischia centro ad Ischia ponte, ci si imbatte, sulla destra, in una salita abbastanza ripida, che porta ad un bel convento: la chiesa di Sant’Antonio.
In questa chiesa - che sorge nella zona chiamata Mandra – riposa il corpo di San Giovan Giuseppe della Croce, il santo patrono ischitano
Rotonda e solare, panciuta ed invitante ecco la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie in san Pietro nel cuore storico di Ischia. La sua colorata cupola maiolicata è un faro già in lontananza, che parla il linguaggio barocco napoletano, ed il suo ampio sagrato di pietra lavica è un luogo di sosta estremamente piacevole, soprattutto dopo aver percorso la salita che porta alla chiesa. In estate è uso tra turisti e ischitani sedersi qui e ammirare il passeggio dall’alto
E’ appollaiata come un bianco uccello marino su un costone affacciato sul mare aperto, perché marinai e naviganti potessero vederla già da lontano e sentirsi rassicurati dalla quella sacra sentinella.
E’ la chiesa di Santa Maria del Soccorso, sicuramente una delle più belle dell’intera isola.
Uno stile particolarissimo e indefinibile, dove risalta forte l’aggancio con la terra, una chiesa “tettonica”, maestosa all’esterno, dalle mura alte e mute, senza finestre, eppure – che meraviglia - minuta all’interno, piena di ex voto e barchette di legno.
Una dualità misteriosa che sembra quasi rispecchiare la vita stessa degli uomini di mare di un tempo. Un’esistenza spesa tra gli immensi spazi di acqua
e minuscole casette sulla spiaggia
Passeggiando nel dedalo di violetti della zona storica del Cierco a Forio appare all’improvviso una piccola e stupenda chiesa dedicata a San Carlo. Venne costruita per adempiere ad un voto nel 1620. Questa chiesa ha un fascino particolare sia per la collocazione ad alto effetto scenico – la sua architettura rompe l’andamento urbanistico della zona – sia per la sua grazia di chiesa intima e un po’ segreta.
Bellezza rustica, bellezza contadina per la Chiesa di Santa Maria al Monte a Forio. Tempio di pietra, scavato nel tufo, che aspetta col suo ampio sagrato ed una antica fontana collegata ad un pozzo chi sale sulla montagna per un momento di religioso ristoro. Non sempre la troverete aperta, ma quando lo è entrerete in un morso di chiesa la cui semplicità ricorda un culto spoglio di qualunque dimostrazione di potenza, preghiere di gente dei campi, una religione naturale che parla all’anima più che agli occhi
Una delle chiese più importanti di Forio si trova proprio sul corso principale. Si tratta della chiesa di Santa Maria di Loreto costruita nel trecento e poi rimaneggiata completamente dal 1500. La chiesa fu un importante punto di aggregazione religiosa ma anche sociale. Nel suo corpo di fabbrica vennero fondati un ospedale ed una congrega
La montagna simbolo del sacro, la vetta come luogo sublimato di elevazione spirituale, l’ascesi vissuta lontano dal mondo. Anche la faccia mistica dell’isola di Ischia la troverete in cima.
La raggiungerete scalando l’Epomeo, qui, nel punto più alto, la chiesa e l’eremo di San Nicola, pietra tra la pietra estremo confine tra terra e cielo

