Chi viene ad Ischia non può non notare quel piccolo isolotto ad est, nel mare di Ischia ponte. E’ castello Aragonese, emblema dell’isola per tante ragioni. Una è soprattutto la sua bizzarra bellezza geologica di enorme scoglio, che solo ad un secondo sguardo rivela essere una antica cittadella
“Ciò che mi sta a cuore soprattutto è l’uomo particolarmente quel tipo d’uomo che è il pescatore di Ischia…” lo scriveva Gabriele Mattera all’epoca in cui, negli anni 60, per oltre quindici anni i pescatori sono i suoi modelli preferiti.
E sono pescatori, bagnanti, uomini e luoghi quelli di Mattera che sicuramente non strizzano l’occhio al decorativo, come spesso accade nella pittura di chi circondato da tanta natura in fiore e suggestivi scenari, si fa prendere la mano dal grazioso, dalla bellezza, dal paesaggio ammiccante
Pallida e sognante, sul Castello Aragonese si aggira una figura dai lunghi capelli raccolti, cammina pensosa tra gli ulivi e le stradine di pietra.
E’ giovane, è vedova, è triste:
è Vittoria Colonna, la poetessa del Castello.
E’ il Rinascimento e tutto ciò che questo periodo significa per la cultura e le arti giunge ad Ischia, grazie a questa nobile donna ed alla sua tensione spirituale.
Tra preghiere e rime, Vittoria Colonna trascorre quasi un trentennio su quel Castello Aragonese che doveva diventare la tua torre eburnea e fonte di ispirazione per la sua poesia
Fruscii di seta e gemme tra i capelli, incarnati pallidi e sospiri.
Per le stradine a gomitolo del Castello Aragonese, dove ora i gatti vi guardano silenziosi, tanto, tanto tempo fa passeggiavano le donne della storia
Forse nacque proprio ad Ischia, Giovanna d'Aragona, la dama " bella ma fredda" pronipote del grande Alfonso I di Aragona, nipote e cugina di Giovanna II di Aragona, regina di Napoli,
e cognata di Vittoria Colonna
La presenza di Maria d'Aragona ad Ischia è attestata abbastanza spesso.
Il suo biografo Fiorentino ci segnala che nel 1538 "abbandonò il palazzo della riviera di Chiaia, la città di Pozzuoli ed il castello di Ischia, tra i quali era solita dividere il suo soggiorno, ed andò ad abitare il palazzo ducale di Milano".
Ischia è dunque un luogo mai lasciato, di dove ad ogni istante si può ripartire o piuttosto ritornare verso la costa
Aveva diciotto anni, Lucrezia, aveva la "treza bionda" e i grandi "occhi negri", era bella, intelligente e piena di tutte le grazie. Alfonso il Magnanimo, un po’ avanti negli anni, non può che innamorarsene perdutamente, la ricopre di doni e di onori ed anche se non divorziò mai da sua moglie, fu Lucrezia la “sua regina”. A Lucrezia il re dona il Castello di Ischia.
E nell’arco di trionfo, fatto scolpire da Laurana sul portale del Maschio Angioino, c’è lei, immortalata per sempre, Lucrezia la favorita del re

