Poeti e scrittori in cerca di quiete ed ispirazione sull'isola verde.
Auden a Forio fonda il cenacolo del Bar Maria
Chi giungendo ad Ischia non viene colpito dalla villa colore pompeiano, metà nascosta dagli alberi, sulla collina di san Pietro?
Con la sua atmosfera misteriosa, anche adesso che è diventata un laboratorio del Benthos, non smette di trasudare il sogno romantico di una vita tra studio, arte e natura.
Si perché quando nei primi anni del 900 la villa venne abitata da Anton Dohrn e dalla sua allargata famiglia di amici e parenti, i giorni scorrevano felici tra concerti, balli e bagni in mare
Quando arrivò ad Ischia, la diva dagli occhi viola, camuffata in pantaloni capresi, scarpe basse e grandi occhiali da sole, fu preceduta dalla sua mirabolante fama di star, ma anche da un fascino da incantatrice, da seduttrice da far tremare i polsi, proprio come quella mitica regina che interpretava.
Si sussurrava che la luce dei suoi occhi era tanto magica da stregare immediatamente ne fosse colpito
“Sono felice.
Era tanto che non potevo dirlo: e cos’è che mi dà questo intimo, previsto senso di gioia, di leggerezza?
Niente.
O quasi.
Un silenzio meraviglioso è intorno a me: la camera del mio albergo in cui mi trovo da cinque minuti, dà su un grosso monte, verde verde, qualche casa modesta....”
Cosa c’è di più distante dalla ghiaccia immobilità di un paese dell’estremo nord? La dionisiaca esplosione del sole e della natura del Mediterraneo. Non a caso il sud Italia diventa per gli intellettuali europei un sogno a lungo accarezzato ed a volte vissuto per davvero.
E nel viverlo quel sud può accadere che lasci una traccia anche nell’opera dello scrittore più nichilista, la traccia che Henrik Ibsen porta con sé dall’isola di Ischia è Peer Gynt
Un altro “scandinavo” era sull’isola di Ischia ai tempi in cui giunse Ibsen: era Bergsoe, danese, grande amante della natura e escursionista accanito.
Bergsoe molto più dinamico di Ibsen ogni tanto gli proponeva di accompagnarlo in qualche escursione che mettevano a dura prova il carattere poco avventuroso di Ibsen.
E Bergsoe ha trascritto quelle gite
tragiche e comiche al tempo stesso in un suo libro
Vilhelm Bergsøe, scrittore danese, soggiornò sull’isola di Ischia alla fine del 1800. L’albergo di Ischia l’ospitò si trovava a Casamicciola: è l’albergo Piccola Sentinella. Dal 3 maggio al 24 agosto 1867 Bergsoe vive in questo albergo. Il danese scopre l’isola in lunghe passeggiate. Un “ciucciaro” di nome Francesco Mattera divenne la sua guida inseparabile, gli fece conoscere varie località e gli raccontò tante leggende popolari
Garibaldi nel suo soggiorno ad Ischia aveva alloggiato in un albergo di Casamicciola "Villa Bellevue".
Una sera a Bergsoe e Ibsen venne in mente di andare a vedere il famoso "albergo" dell'eroe dei due mondi
Due amanti, gli anni 50, un’isola di sogno, una storia a tinte forti tra esilio, passione e contemplazione della natura.
E se poi, come accade, uno dei due è un poeta il viaggio ad Ischia diventa fonte di innumerevoli ispirazioni.
E’ la storia di Pablo Neruda e della sua amata Matilde che vivono a Sant’Angelo giorni felici tra mare e sole, dimenticando il desiderio del ritorno che fa male,
la nostalgia di casa
Racconta lo scrittore Raffaele La Capria che appena giunto ad Ischia Truman Capote “mentre scendeva dal vaporetto inciampò e ruppe l'orologio”.
Era chiaro che l'isola – commenta La Capria - non era il posto per la fretta e la furia delle cose” ed infatti Truman Capote vi rimase quattro lunghi mesi.
Mesi trascorsi con il suo compagno al mare, a scrivere, a contemplare, da buon esteta, la fiorente natura foriana ed i “più bei pescatori dell’isola”
"Quando torno ad Ischia le ordino di essere perfettamente uguale a come era, e lei, la mia fattucchiera, mi obbedisce". Sono tanti gli scrittori del passato che hanno dedicato pagine ad Ischia. Ma non bisogna per forza andare indietro nel tempo per trovare letterati ammiratori dell’isola.
Erri De Luca, scrittore napoletano, ha dedicato alla nostra isola pagine molto belle tra ricordi del passato ed incantesimi del presente
Stendhal amava l’Italia e non ne fece mai mistero. Per tutta la vita desiderò vivere nel bel paese ed anche dopo morto volle essere “italiano” tanto che sulla lapide della sua tomba si definì milanese.
E furono tanti gli anni vissuti tra Milano, Trieste, Civitavecchia, e tanti i viaggi alla scoperta di quella terra dove aveva ricamato un mito romantico e arcadico: una terra “fortunatamente” arretrata dove l’uomo non è che sensazione”. In Italia Stendhal compie numerosi viaggi alla scoperta di luoghi, uomini, ambienti diversi, e durante una di queste escursioni sbarca ad Ischia
Anche la pittrice favorita della regina Maria Antonietta è tra le figure storiche che soggiornarono sull’isola di Ischia.
Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun è stata uno dei più grandi ritrattisti del suo tempo, e prima che la rivoluzione francese facesse cadere molte teste coronate, era molto apprezzata a corte. Elisabeth Le Brun – al contrario della sua amata regina – riuscì a sopravvivere al periodo del terrore, tanto che ritrasse anche membri della famiglia Bonaparte

