L’onda lunga della storia ha tracciato di sé anche questa piccola porzione di terra in mezzo al mare. Un passato a tinte forti di battaglie e rese, poetesse e cortigiane, pirati e condottieri
“Angela avverto un cambiamento la spalla mi fa meno male” Un illustre ospite ad Ischia per le cure termali , memoria di una vacanza tra terme e ricerca di ispirazione.
Arnold Böcklin ad Angela Böcklin, Ischia 28 luglio1880
“Ed ecco che emerge, solenne e possente dalle onde blu del mar Tirreno - noi la salutiamo pervasi dalla gioia ed emozionati - la fiera Ischia!
Diventa sempre più alta…”
Da Kaden Woldemar: “L’Isola d’Ischia nei suoi aspetti
naturali, topografici e storici del
passato e del presente” 1883
Ischia, isola del paesaggio per eccellenza, non poteva non essere una delle mete predilette di quei pittori che nell’ottocento giravano per le campagne e le spiagge campane in cerca di angoli suggestivi da cogliere con il tocco leggero e arioso di un nuovissimo linguaggio pittorico: il naturalismo lirico della Scuola di Posillipo
Poche leggere pennellate intrise di aria, veloci, ma decise.
Il Gigante - di nome e di fatto - della pittura napoletana trascorse lunghi periodi sull'isola di Ischia dipingendone i luoghi più amati
Le luci ed i colori del paesaggio ischitano nelle opere che il pittore olandese Anton Sminck van Pitloo realizzò sulla nostra isola.
Pitloo che divenne capofila della Scuola di Posillipo veniva spesso ad Ischia dove la bellezza della natura e la vita rustica che si conduceva ispiravano all’artista opere dove il sogno mediterraneo di un luogo fatto di luce e emozioni impalpabili prende forma attraverso colori e mezzetinte.
Pitloo nato in Olanda, compie da giovane il suo viaggio in Italia e naturalmente visita il leggendario sud e Napoli, dove decide di restare
Il capostipite di una grande famiglia di pittori dell'Ottocento napoletano dipinse vedute dell'isola di Ischia di pacato lirismo, come questo celebre quadro raffigurante " Casamicciola "
Nel suo andare per spiagge e marine dove poter dipingere mari calmi o tempestestosi, acque limpide e rese rosa da albe e tramonti, Salvatore Fergola non poteva non fermarsi ad Ischia.
La nota fiabesca del Castello nel mare non sfuggì certo al suo virtuoso pennello
La vendemmia nell'ottocento ischitano offre spunti di ridente lirismo al pittore abruzzese Gabriele Smargiassi, che dedicò all'isola più di una sua opera
Il lago di Ischia diviene un porto durante il regno borbonico.
Il pittore Francesco Mancini fotografa con il suo pennello i lavori di apertura del catino
Ischia è una isola assai vicina di Napoli, nella quale fu già tra l’altre una giovinetta bella e lieta molto, il cui nome fu Restituta, e figliuola d’un gentil uom dell’isola, che Marin Bòlgaro avea nome, la quale un giovanetto che d’una isoletta ad Ischia vicina, chiamata Procida, era, e nominato Gianni, amava sopra la vita sua, ed ella lui
Una grande e verde montagna l’Epomeo vi sorprenderà per la sua bellezza perenne. Sia che decidiate di passeggiarvi in inverno che in estate scoprirete che l’Epomeo ha un aspetto ipnotico in ogni stagione, se poi alle bellezze naturali aggiungete il fascino delle tante storie che qui sono state vissute sarà difficile non rimanerne profondamente catturati
Chi furono i primi abitatori di quest'isola nata nella culla del fuoco e del mare? Forse, gli stessi indigeni della Campania, gli Opici od Osci, dei quali ben poco dicono i dotti, perché poco si sa con certezza delle origini e delle antichissime migrazioni dei popoli, ancora coperte da fitto velo diradato appena dagli studi della glottologia comparata. Si può credere che avessero natura fiera, selvatica, tenendo del monte e del macigno da dove erano discesi, e vivessero da predoni sul mare e per quelle belle contrade che furono sempre terre di conquista
L’isola di Ischia è stata da sempre meta di vacanza. In passato vi si recavano nobili e uomini famosi, artisti e intellettuali di tutta Europa. Molto spesso erano ospiti in ville di Ischia di proprietà privata, oppure trovavano alloggio in caratteristici alberghi isolani che della villa extraurbana conservavano l’aspetto e la quiete. Immersi in straordinari giardini in fiore e aperti davanti a panorami marini questi alberghi – villa erano sparsi un po’ dovunque sul territorio isolano. Alcuni rimangono ancora oggi, di altri invece ne abbiamo soltanto un ricordo.
E’ questo il caso della Villa alla Pannella di Lacco Ameno
Ischia “isola, di una bellezza selvaggia, quasi primitiva, dove trionfano in un intreccio sapientemente modellato viti cariche di uve e limoni profumatissimi “ Parole dedicate all’isola di Ischia da un italianissimo dandy, giornalista, fotografo, soldato, diplomatico, opinionista politico, scrittore e soprattutto grande istrione. E’ Curzio Malaparte che ad Ischia trascorse un intero anno. Lo accompagnava in quello che fu un malinconico isolamento forzato il suo adorato Febo, uno dei suoi cani preferiti. Per Malaparte Ischia fu terra di confino, ma da buon esteta seppe apprezzarne le bellezze naturali e intrecciare profondi e proficui rapporti umani. Ischia è anche fonte di ispirazione per Malaparte. Così dallo studiolo di Villa Lancellotti, ad Ischia porto comincia a scrivere una raccolta di racconti “ Sangue"
Grazia frugale a colpi di scalpello nella roccia, minimalismo obbligato. Finestre nessuna, un arco e qualche tronco di castagno, unica apertura: l’uscio. Una vasca scavata tra i massi per la raccolta di acqua, dove ora crescono strane miniature di piante. Un fosso profondo per conservare la neve o i conigli. Né telefono, né tv. Il crepitio di un fuoco, la notte, il fruscio di alberi e animaletti. E’ tutto.
Quando si vive nel bosco si può fare a meno del superfluo!
Addentrarsi nell'isola percorrendo quelle stradette che conservano ancora il sapore d'un'era passata sembra non una realtà ma un sogno. La maggior parte di queste strade sono ben delimitate da muri a secco, detti "parracine". Esse fanno parte delle bellezze non naturali, sebbene abbiano tratto la loro composizione generalmente dalle pietre di tufo, le quali, pertanto, rappresentano gli elementi, le sillabe di questo meraviglioso linguaggio che accompagna il turista nelle sue escursioni alla scoperta dell'Ischia sconosciuta
Sbarcò a Ischia dal panfilo "Sereno" quell'ometto ben vestito che non si separava mai dalla sua epica sigaretta. E da allora Lacco Ameno non fu più la stessa. Se oggi questo angolo di paradiso è un polo per il turismo termale rinomato in tutto il mondo, lo deve essenzialmente a lui, Angelo Rizzoli, per tutti "il commenda".
Lacco Ameno è un tappeto di ville e palazzine dai colori sfumati che dalle verdi colline del monte Vico declinano fino al mare. Sullo sfondo l'isolotto del Fungo è un ciuffo di roccia che calamita lo sguardo. Facendo due passi per il lungomare, il passaggio dall'asfalto al basolato segnala la vicina piazza Santa Restituta
Nel 1806 le armate di Napoleone entravano a Napoli. Era il primo evento di un periodo di grande conflittualità per Napoli ma non solo.
L'isola d'Ischia si trovò infatti ad assumere un ruolo centrale; essa, per la sua posizione a guardia dell'imboccatura a Nord del golfo, ha rappresentato nel corso delle vicende storiche del Regno di Napoli, un luogo strategico di fondamentale importanza, così come l'isola di Capri lo era sul versante a Meridione. L'intreccio degli avvenimenti e dei personaggi che li determinarono, scandirono la storia dell'isola insieme al più vasto spazio geografico del quale faceva parte, divenendo, in alcuni momenti di elevata tensione politica e militare, il crocevia dei destini umani e dei popoli in guerra
La marina di Ischia, che sia accesa dalle stelle e dalla luna o brilli diamantina sotto il sole strappa sempre emozioni, a chi la guarda. Induce al sorriso beato, alla contemplazione, alla nostalgia, all’amore romantico e…ai versi. Versi in canto però perché la bellezza di Ischia è musica. Sono stati tante, tantissime le canzoni dedicate all’isola, alcune più famose come “Ischia mia” di Totò, altre meno celebri, ma non meno poetiche “ vieni a vedere i pini quando nel cielo brilla il sole d’oro….” verseggiava il sindaco Vincenzo Telese negli anni ’50 nella sua
“Casetta rosa”
Gli hotel terme dell'isola di Ischia hanno una storia antichissima, cominciano a fiorire già nel XVIII secolo, quando attorno alle fonti termali di Casamicciola e di Forio sorsero delle piccole dimore che ospitavano soprattutto gli stranieri del Grand Tour europeo. Ad Ischia gli hotel cominciano con l'età dei lumi, ma gli stabilimenti termali sono molto più antichi se si pensa che le treme di Nitrodi erano note ai romani così come quelle di Cavascura.
Sull'isola di Ischia il connubio hotel e terme non fu solo a fini economici e turistici: agli inizi del 1600 infatti un gruppo di nobili napoletani realizzò a Casamicciola il “Pio Monte della Misericordia” per dare ai poveri la possibilità di curarsi alle terme. Le terme che erano un paradiso per ricchi si aprirono così anche ai più sfortunati

