Le cento fonti termali dell'isola d'Ischia

Perchè l'isola delle terme? Con le sue 103 fonti termali Ischia è una dei luoghi più ricchi delle preziose acque della bellezza e della salute. E questo grazie all'energia che sprigiona la sua terra di natura vulcanica

Le cento fonti termali dell'isola d'Ischia

curiosità

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Alla Fonte di Nitrodi già i greci e i romani erano di casa.
Le acque erano considerate sacre e, venivano usate sotto la protezione di Apollo e delle Ninfe Nitrodi. Come mostrano le numerose raffigurazoni votive trovate sul posto e ora conservate al museo nazionale di Napoli.
Oggi si può godere della tranquillità del luogo, ci si può bagnare sotto le bocche di erogazione, perché così l’acqua dà il meglio di sé.
E dopo essersi asciugati al sole sentire sulla pelle un magico benessere.
L’acqua è classificata: minerale naturale ipotermale solfata.
Proprietà terapeutiche riconosciute dal Ministero della Salute con decreto 3509 del 9 ottobre 2003
dal sito www.fonteninfenitrodi.com

bibliografia

Mancioli " L'isola d'Ischia, salute e bellezza - guida alle cure termali" Tipolito Epomeo, Forio

In rapporto con la sua complessa origine vulcanica, l’isola d’Ischia ha un patrimonio idrotermale fra i più ricchi ed interessanti del mondo: ben 69 gruppi (campi) fumarolici e 29 bacini idrotermali da cui scaturiscono 103 “emergenze sorgive”, sparse nei circa 42 kmq del territorio isolano.
Ogni singola sorgente ha caratteristiche chimiche e chimico-fisiche sue proprie. Esistono, poi, schemi classificativi (quello di Marotta e Sica è lo schema ufficiale adottato in Italia e praticamente valido in tutto il mondo) che raccolgono le acque in gruppi e sottogruppi con caratteristiche compositive analoghe.

La caratteristica di base delle sorgenti ischitane è quella di presentare acque notevolmente ricche di sali (da circa 2,5 a oltre 30 grammi/litro), cioè minerali, e calde o molto calde, cioè termali o ipertermali (dai 40 gradi in su).
Dai dati analitici accertati, possiamo distribuire qualitativamente le sorgenti ischitane in due grandi gruppi, con numerosi passaggi intermedi fra un gruppo e l’altro.
Il gruppo delle acque cloruro-sodiche (o salse) nettamente prevalente con ben 77 emergenze sorgive, presenti in tutto il territorio isolano (Ischia Porto: 10 emergenze; Lacco Ameno: 5; Casamicciola Terme: 8; ecc.).
Questo gruppo va suddiviso in un sottogruppo di acque salso-solfato-alcaline, presenti soprattutto a Casamicciola Terme, salso-solfato-alcalino-terrose, presenti specialmente a Forio, e salso-jodiche.
Il gruppo delle acque minerali bicarbonato-alcaline, rappresentato da 20 emergenze, presente soprattutto a Casamicciola Terme ed a Barano.
Passaggi compositivi intermedi sono anche qui presenti con acque bicarbonato-solfato-alcaline, acque bicarbonato-solfate e acque bicarbonato-solfato-alcalino-terrose.

Nelle acque cloruro-sodiche netta è la prevalenza del catione Sodio (Na) e dell’anione Cloro (Cl) sugli altri elementi costitutivi. Il cloruro di sodio è, come noto, uno degli elementi base nell’attività vitale degli organismi viventi; le soluzioni fisiologiche più semplici usate in medicina nella pratica corrente altro non sono che soluzioni di cloruro di sodio allo 0,96%, cioè ad un livello di concentrazione salina isotonico con i liquidi organici.
Soluzioni fisiologiche più complesse (ad es. quella di Ringer-Lock) aggiungono alla base cloruro-sodica altri elementi salini (Potassio, Calcio, ecc.) capaci di dare alla soluzione fisiologica semplice attributi di vitalità di maggior rilievo, cioè ancor più utili alle esigenze ed alle funzioni fisiologiche.
Tutto ciò può capirsi assai bene in Biologia Sperimentale, ove vediamo che organi isolati dall’organismo di animali da laboratorio (ad es. tratti di intestino tenue di coniglio) possono sopravvivere per un notevole lasso di tempo se immersi - con apposite apparecchiature - in soluzione fisiologica semplice, ma solo se immersi in soluzioni fisiologiche ricche di altri elementi salini utili manifestano attivamente la loro vitalità.

Ciò premesso, è stato ampiamente dimostrato in esperienze ormai “classiche” (M. Messini, M. Mancioli) che alcune acque minerali, portate a livello isotonico con i liquidi organici dell’animale da esperimento, sono in grado di svolgere un’azione di questo tipo, spesso addirittura migliore di quella svolta dalle soluzioni fisiologiche allestite in laboratorio.

La stessa cosa si è potuta dimostrare studiando l’acque di Nitrodi di Barano (M. Mancioli). Il concetto di “fisiologicità”, attribuibile ad alcune acque minerali, è, nel pensiero del Messini - il fondatore della moderna Idrologia Medica - alla base della loro azione terapeutica. È, pertanto, interessante rilevare che, a parte i dati di Biologia Sperimentale forniti dalla ricerca sopra citata, tutte le sorgenti ischitane presentano, analiticamente, presupposti di “fisiologicità” nel senso indicato dal Messini.

Per esigenze classificative e per brevità non è possibile esprimere, nella definizione del tipo e sottotipo di acqua, tutte le componenti della soluzione salina naturale. In realtà, però, queste presentano quella “armonica complessità costitutiva” che è alla base stessa dell’attributo di fisiologicità.

La presenza del Potassio è estremamente importante nel settore della dinamica muscolare e, più generalmente - con il rapporto Potassio/Sodio - nell’economia organica. La presenza, in molte sorgenti, dello Zolfo - sotto forma di solfati - va ricordata per il particolare “tropismo” che ha questo elemento per le cavità articolari: somministrato, infatti, in varie forme chimiche, in animali da esperimento, è stato dimostrato (M. Messini) che lo Zolfo si concentra, appunto, a livello articolare.

Ciò acquista particolare rilievo pensando che le membrane sinoviali e le parti tendineo-legamentose, le più delicate nell’economia articolare, sono costituite, anche nell’Uomo, da composti organici in cui lo zolfo è l’elemento biologico portante. Anche la presenza del calcio, in quantità biologicamente interessanti, è da tener presente.
Si è visto, ad es., che i trattamenti balneo-fango-terapici con acque ricche di questo elemento hanno un’azione cosiddetta “sedativa” (S. Pisani), vale a dire - in sostanza - tale da ridurre o limitare fenomeni reattivi troppo intensi da parte dell’organismo trattato (reazioni termali generali o locali, con transitoria, moderata riacutizzazione della sintomatologia dolorosa a livello articolare).
Come ovvio, ciò può risultare utile nei casi clinici in cui tali reazioni sono prevedibili.

Qualche sorgente ha anche un carattere salso-jodico che raggiunge soglie biologicamente interessanti.
Nel quadro generale delle indicazioni terapeutiche delle acque ischitane tale carattere può risultare utile in alcune forme dismetaboliche, legate cioè ad alterazioni del ricambio: ad es. in alcuni casi di obesità, nella gotta e nelle artropatie uratiche.
In ginecologia il carattere salso-jodico risulta utile, in particolare, nelle forme peri-visceritiche.
In otorinolaringoiatria il carattere di cui sopra trova il suo terreno d’elezione nel trattamento dell’adenoidismo e (mediante insufflazioni tubo-timpaniche, associate alle consuete cure inalatorie) nella sordità rinogenea e nell’otosclerosi.

Si è usata, sopra, l’espressione “soglie biologicamente interessanti” per sottolineare un fatto poco noto e cioè che la presenza di un determinato elemento chimico in una determinata quantità - dati che ci vengono forniti dall’analisi chimica dell’acqua minerale - non significa sempre, automaticamente, che quell’elemento svolga l’azione prevista “sulla carta”.
Ciò perché la complessità delle soluzioni saline naturali è tale che ogni singolo componente della soluzione va valutato nel quadro complessivo della soluzione stessa, sul piano biomedico dell’azione esercitata dall’acqua minerale in toto.
Se ad es. prendiamo in esame, in una cura per bibita, l’effetto del solfato di sodio contenuto nella sorgente, dobbiamo tener presente che altri sali possono far aumentare l’effetto lassativo del solfato di sodio prevedibile in base ai dati analitici.

In altre acque, al contrario, si ha una riduzione dell’effetto lassativo previsto “a tavolino”. Nelle soluzioni fisiologiche naturali più volte ricordate, la presenza di determinate quantità di solfato di sodio non dovrebbe consentire alcuna azione fisiologica, come, invece, in realtà si ha. Anche qui, quindi, questo sale è in parole povere “bloccato da altri elementi chimici presenti nella soluzione salina naturale”.

La complessità delle acque minerali è ancora più profonda di quanto ci dicono i comuni dati analitici. È possibile, oggi, mettere in evidenza i cosiddetti oligoelementi, cioè gli elementi contenuti nell’acqua minerale in quantità infinitesimale, spesso, però, biologicamente attivi, capaci di agire come catalizzatori di processi organici che si svolgono nell’intimità dei tessuti. Si pensi, del resto, che - come ci mostra la Farmacologia - l’azione anti-anemico-perniciosa della Vitamina B12 inizia alla dose di “gamma” 15 in presenza del 4% di Cobalto, vale a dire in presenza di “gamma” 0,0000006 di Cobalto. Si tenga presente che il “gamma” è pari a 1/1000 di milligrammo... Non c’è quindi da stupirsi se, specie nell’interpretazione dell’azione curativa delle acque a più debole mineralizzazione, si possa ricorrere ad ipotesi che tengano conto degli oligoelementi presenti.

Il problema di fondo da risolvere in partenza nei trattamenti balneo-fango-terapici per ottenere risultati validi è quello di “intonare l’entità dello stimolo (stress) termale, esercitato dalle cure stesse, alla capacità reattiva del paziente”.


Il patrimonio climatico-ambientale dell’isola d’Ischia ha sempre goduto, nel corso dei secoli, di una fama ben meritata. Pochi sanno, tuttavia, che di fronte alla recezione poetica di tanti artisti, l’isola è l’unico centro termale italiano dotato di un Osservatorio Geofisico (Casamicciola Terme) che può offrire ai suoi ospiti ed agli studiosi un quadro esauriente dei requisiti climatologici locali. Le impressioni poetiche vengono, quindi, tradotte in precisi dati di fatto grazie alle osservazioni compiute dal climatologo C. Mennella.
Un ulteriore programma di osservazioni, da compiersi in piccole postazioni meteorologiche sparse nel territorio isolano, potrebbe portare ad una più approfondita conoscenza scientifica delle varianti climatiche locali di maggior interesse biomedico.
Sin da ora, tuttavia, è possibile rilevare le significative varianti collinari e collinari submontane (il monte Epomeo raggiunge i 780 m.) dell’interno del territorio, nel quadro complessivo del clima marino-mediterraneo dell’Isola. Sul piano biomedico pratico va sottolineato il fatto che la rapidità con cui, date le brevi distanze, è possibile venire a contatto con le varianti di cui sopra, è senza dubbio importante per l’organismo umano e può acquistare, in particolari condizioni patologiche, un preciso significato climato-terapico.

Alla blanda azione generale di stimolo esercitata da queste moderate varianti climatiche vanno, infatti, aggiunte specifiche azioni legate alla caratteristica della variante stessa (temperatura, grado di umidità, ventilazione, incidenza dei raggi solari, ecc.). È, inoltre, da rilevare (C. Mennella) che, in ragione della sua conformazione orografica, l’isola d’Ischia ha una sua autonoma individualità climatica che la caratterizza differenziandola da altre isole vicine e dalla prospiciente costa campana: le ampie distese boscose del versante Nord dell’Epomeo hanno un ruolo preponderante in tutto ciò e vanno considerate come il vero “polmone dell’Isola”.

Un confronto fra dati climatologici ischitani, rilevati a Ischia Porto ed a S. Angelo (cioè sulla costa Nord e su quella Sud), e quelli relativi ad altre Stazioni Termali italiane (rilevati negli Osservatori più vicini ai luoghi di cura) è certamente interessante e fa comprendere come l’utilizzazione delle cosiddette fasce fuoristagionali per l’attuazione di un termalismo a carattere continuativo nel corso dell’anno sia, ad Ischia, pienamente giustificato sul piano biomedico. C’è da osservare, su questo tema, che le moderne attrezzature di climatizzazione artificiale consentono un termalismo annuale anche in località sprovviste di requisiti climatici idonei in autunno e nell’inverno.

Ma è certamente ben diverso eseguire una cura termale e restar sempre chiusi in ambienti climatizzati e poter, invece, godere nel soggiorno curativo dei requisiti climatico-ambientali che l’Isola offre tutto l’anno. I dati climatologici relativi alla temperatura ed alla umidità possono essere tradotti sul piano del benessere o malessere individuale mediante lo schema di Shepherd.
Il nuovo di questa valorizzazione razionale dei beni naturali che affiancano la cura termale vera e propria consente un allargamento nel tempo e nello spazio del concetto stesso di cura termale, non più considerata come ristretta al solo contatto diretto paziente-sorgente, ma dilatata all’intera giornata di soggiorno curativo, aperta il più possibile al godimento di spazi più ampi offerti dal sub-territorio circostante.

In questa nuova ottica, il termalismo di oggi chiama direttamente in campo l’ecologia, anzi un tipo di ecologia con caratteri più radicali di quanto si sia soliti pretendere da sub-territori non destinati alla gestione della salute con mezzi di cura naturali.
Nasce così una Ecologia Termale con esigenze specifiche: parliamo, infatti, come obiettivo ideale, di comprensori turistico-termali (G. Spadea) e siamo contro la creazione di metropoli termali.
Un Centro Termale altamente qualificato come l’isola d’Ischia può essere considerato come un oppidum, vale a dire come una fortezza circondata - come Roma insegnava - da un pomerium, cioè una adeguata zona di rispetto, sacra ed inviolabile.
(da M. Mancioli - L’isola d’Ischia, salute e bellezza - Guida alle cure termali, Tipolito Epomeo, Forio, III edizione giugno 1991)

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