Bergsöe a Casamicciola e le sue escursioni con Ibsen

Vilhelm Bergsøe, scrittore danese, soggiornò sull’isola di Ischia alla fine del 1800. L’albergo di Ischia l’ospitò si trovava a Casamicciola: è l’albergo Piccola Sentinella. Dal 3 maggio al 24 agosto 1867 Bergsoe vive in questo albergo. Il danese scopre l’isola in lunghe passeggiate. Un “ciucciaro” di nome Francesco Mattera divenne la sua guida inseparabile, gli fece conoscere varie località e gli raccontò tante leggende popolari

Bergsöe a Casamicciola e le sue escursioni con Ibsen

bibliografia

Vilhelm Bergsöe, Henrik Ibsen a Ischia, traduz. dal danese di Maria Grazia Calvanese, Imagaenaria, 2001

Queste storie diedero al Bergsøe lo spunto per due novelle, pubblicate nel 1874 nelle raccolte Novelle Italiane e Storie di Spiriti.

Nella Pietra Cantante si riferisce allo spuntone di lava che si trova sotto le falde del monte Rotaro Nella Valle del Tamburo a Casamicciola Bergsöe, una volta, propose ad Ibsen di fare una visita alla Valle del Tamburo, citata come “Conca delle armi tintinnanti”.

La valle – racconta Bergsöe – si presenta inizialmente assai ampia, percorsa da un piccolo torrente di acqua tiepida.

L’aria è limpida e pulita. Ma, a mano a mano che si procede, caldi vapori trasudano dai fianchi della valle e zampillano inoltre di tanto in tanto fiotti di acqua bollente. Questa grande massa di umidità dà origine a una fitta vegetazione, che offre al visitatore uno spettacolo meraviglioso, in particolare quando il sole al tramonto avvolge nella sua luce dorata le piante dalle forme singolari e le foglie imperlate di rugiada.

Fronde di muschio verde, scintillanti come metallo, e vibranti capelvenere avanzano tra le felci, mentre in alto brilla un bosco di rose in fiore e di rovi lussureggianti, che si intrecciano con l’edera e con altre piante rampicanti. Qua e là si staglia qualche agave.

Tutt’intorno si ode il tintinnio delle sorgenti che portano le loro acque nel piccolo torrente. Inoltrandosi nella valle, ci si imbatte tuttavia in tutt’altra natura: vegetazione più rada, più angusto il sentiero; la luce si dilegua; pipistrelli volteggiano nell’aria sempre più cupa.

Poi la valle diventa così stretta che occorre camminare sulle pietre emergenti dalle acque calde. Non potendone più, Ibsen esplode:

- Ma dove mi stai portando? Vuoi forse imprigionarmi in questa montagna? Non faccio un passo di più. La valle potrebbe chiudersi sopra di noi.

Quando Bergsöe gli fa notare che una cosa del genere è impossibile, Ibsen replica:

- Ma potrebbe cadere un masso dall’alto e schiacciarci. Voglio uscire di qui, voglio tornare a casa! Detto fatto, senza ascoltare più nulla, riprende velocemente e da solo la via del ritorno, mormorando tra sé che non avrebbe più accettato di fare escursioni insieme con l’amico Bergsöe.

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