Visitatori illustri: Böcklin scrive alla moglie da Ischia

“Angela avverto un cambiamento la spalla mi fa meno male” Un illustre ospite ad Ischia per le cure termali , memoria di una vacanza tra terme e ricerca di ispirazione. Arnold Böcklin ad Angela Böcklin, Ischia 28 luglio1880

Visitatori illustri: Böcklin scrive alla moglie da Ischia

bibliografia

da " La Rassegna di Ischia"

Spero che tu abbia ricevuto il mio telegramma da Napoli. Il giorno seguente, domenica, di buon’ora sono partito col signor Schmidt per Ischia, dove abbiamo trovato una camera a Villa Drago per 15 giorni. Il 13 agosto dobbiamo trovare un altro alloggio, lo troveremo senz’altro. Oggi ho fatto il terzo bagno termale, ma è impossibile riscontrare ef- fetti positivi in così poco tempo. Avverto un certo cambiamento, mi duole poco la spalla sinistra. Forse è un buon segno, l’acqua fa effetto. Non è facile raccontarti come trascorro le giornate, come ammazzo il tempo. Mi alzo alle 5 e vado allo stabilimento termale. Là aspettano già venti persone, quasi tutte vecchie con grucce, e parlano una lingua per me incomprensibile. Prendo un caffè nero e aspetto quasi un’ora per entrare nel bagno. Nella vasca, che per me è troppo piccola, mi annoio a morte e guardo sempre l’orologio alla parete per vedere se la mezzora è trascorsa – cinque minuti nella vasca sono più lunghi di un’ora fuori. Alle 7 o anche più tardi la noia finisce e vado in un vicino bar a fare colazione: caffè nero senza latte – che non hanno – con un panino raffermo, e poi mi dirigo verso la spiaggia, mi siedo all’ombra di uno scoglio e osservo il mare con le navi che passano e penso a mille cose. Verso le 11 arriva il caldo eccessivo e allora ritorno a casa per osservare ancora il mare o per scrivere, come sto facendo adesso. A mezzogiorno arriva il signor Schmidt e poco dopo appare Gaetano con il pranzo: un pezzetto di car- ne fredda, frutta, pane e vino che quest’anno per fortuna è ottimo. Alla stessa, 16 agosto 1880 Non ho voglia di cominciare alcuna cosa, non mi viene la minima ispirazione per un quadro. Continuo a non fare niente altro che sedermi sugli scogli vicino al mare e raramente prendere il mio Ariosto, che ho sempre con me, per leggere qualche verso. Sia per l’aria che per la monotonia del mare o per il caldo, non lo so, ma ora capisco molto bene come un anacoreta possa trascorrere cento anni nel deserto, senza perdere la pazienza. Quando non si pensa a niente, credo, la mente dorme.

end of float

Storia e Scienze

end of float
end of float