Procida, terra di sole, mare e limoni

Procida è leggera e morbida, galleggia, salperebbe anzi se affetti così antichi e tenaci non la tenessero a Napoli. È di tufo, la pietra che respira, la pietra che vede, la pietra più scoperta, la pietra sughero, la pietra senza segreti. Le case di Procida sono di un bianco latteo, fermo, chiuso; il bianco totale e compatto che esce dal tubetto fra le dita del pittore. Osservate la cupola della chiesa madre: non è dipinta di bianco ma è bianca nell’intero suo spessore, nella sostanza, com’è bianco il gesso. Le case di Procida sono di bucato, un guanciale per il sole

Procida, terra di sole, mare e limoni

curiosità

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I Misteri di Procida
Alle prime luci del Venerdì prima di Pasqua ha inizio la famosissima processione dei Misteri organizzata dalla confraternita dei Turchini, fondata nel 1629 dai padri Gesuiti.
E’ una manifestazione che coinvolge in maniera totale tutta l’isola, sia nella preparazione che nello svolgimento.
I preparativi cominciano nei mesi precedenti subito dopo il mercoledì delle ceneri. Giovani e meno giovani si organizzano in gruppi per progettare i Misteri,
strutture plastiche portate a braccia rappresentanti scene della vita e della morte di Gesù.

È quanto scriveva Giuseppe Marotta della amata Procida, l’isola che spunta nel mare con le sue antiche case e con il suo verde intenso, prepotente.
A prima vista Procida sembra quasi selvaggia: entrando nel suo porto su cui si affacciano case antiche rose dalla salsedine, il profumo del mare e delle alghe avvolge il turista, mentre il fascino, quasi presepeiale, del suo centro storico strega chiunque vi metta piede. Procida - o Prochyta come si chiamava quando venne fondata in epoca greco-romana – è un viaggio a ritroso nel tempo perduto.
Qui in questo pezzo di terra in mezzo al mare, i borghi colorati di casette di pescatori, le stradine, gli alti portoni chiusi su cortili ombrosi, hanno mantenuto intatto l’aspetto rustico e semplice di cento anni fa.

Ma l’isola scelta da Moravia ed Elsa Morante all’epoca del loro amore, ha anche un ricco patrimonio culturale fatto di palazzi patrizi, chiese e giardini letterari: dal carcere nella zona più alta dell’isola, al castello del XV secolo, al santuario di Santa Maria delle Grazie, ed ancora il borgo medioevale di Terra Murata, l’Abbazia di San Michele (XVIII secolo), il palazzo d’Avalos.
Passeggiando per le antiche stradine del borgo della Corricella o di Sancio Cattolico, sembrerà di essere ritornati indietro nel tempo, quando la vita scorreva a ritmi più lenti.

Per questa ragione Procida è stata da sempre meta di intellettuali, scrittori e artisti a caccia di armonie naturali. E come contraddirli: la spiaggia della Chiaiolella, punta Solchiaro, l’isolotto di Vivara sono delle vere e proprie oasi di pace, incontaminate.

A Procida poi tutto l’anno sagre e manifestazioni che affondano le radici nelle tradizioni culturali e religiose antichissime come la sagra del Mare – che si svolge tra luglio e agosto; la sagra del pane, del vino nuovo ma anche la bellissima processione del Cristo Morto che si tiene il Venerdì Santo ed i Misteri di Procida che attirano ogni anno migliaia di visitatori.

Tradizioni e storia anche a tavola, in una cucina dal sapore genuino e mediterraneo, come la zuppa di pesce, l’insalata di limoni, i carciofi, la pasta e le lingue di leone, un dolce buonissimo di pasta sfoglia, farcito di crema pasticcera.

Immagine gentilmente concessa dal dott. Michele Mazzella - Flickr Page

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