Saluti da Ischia... l'isola attraverso le cartoline illustrate

“Saluti da Ischia” e chi lo scrive più...saranno invece le foto dei luoghi che visitiamo pubblicate su facebook a parlare agli amici dei nostri viaggi ed i post che le accompagnano non saranno mai così formali, se non per scherzare un po', giocando con un frasario vintage. Non rimpiangiamo certo quel mondo fatto di francobolli e lettere per comunicare, perché i vantaggi che la tecnologia oggi offre superano di gran lunga tutte le malinconie verso un'era che fu. Ma quando da un cassetto balza fuori qualche vecchia cartolina illustrata di Ischia, sfido chiunque a non desiderare la macchina del tempo per tornare indietro e, almeno per un po', vederla dal vivo quell'isola così diversa da questa che ci troviamo oggi.

Saluti da Ischia... l'isola attraverso le cartoline illustrate

Così attraverso quelle foto prende forma davanti ai nostri occhi una terra mai vista, l'isola della fine della seconda metà dell'Ottocento.
Una distesa deserta di cose e di persone, una coperta di alberi e canne che incontra il mare, e lì al centro un puntino piccolo, piccolo: una casa persa nella natura assoluta.
Cartoline illustrate con le foto di Sommer o di Majorana che sembrano più delle vedute, delle gouache, per l'atmosfera bucolica da ideale età dell'oro, dove il porto di Ischia ha ancora tutta la fisionomia di un lago circondato da aranceti, il Castello aragonese è un enorme scoglio con una cittadella un po' diroccata in cima, e le poche persone raffigurate sono intente a lavorare; donne che avanzano dritte con grosse ceste in testa, pescatori che remano, oppure che stendono le reti ad asciugare sul pontile del Castello, contadini su asinelli.
I decenni passano, le cartoline immortalano un'isola che lentamente cambia, non molto per la verità almeno fino al secondo dopoguerra, quando pigiato l'acceleratore sull'economia turistica le case crescono di numero, il verde cede un po' di posto a strade e stradine, alberghi e negozi, qualche auto prende il posto degli asini e delle carrozzelle, e fanciulle in costume posano davanti all'obiettivo con sorrisi maliziosi e corone di fiori in testa.
Cambia l'isola, cambia il modo di intendere la sua immagine.
In linea con il realismo ottocentesco i fotografi di quell'epoca si limitavano a fotografare la realtà così come era, non senza un tocco di verismo, per la verità. Gli Alinari nelle loro campagne fotografiche ad Ischia forniscono uno spaccato molto realistico della vita che si conduceva sull'isola, immortalando ad esempio dei ragazzini che lavorano in una fabbrica di mattonelle a Casamicciola: scalzi, assetati e sporchi di creta, alcuni sono ancora bambini; quella fotografia è una testimonianza illustrata di tempi in cui il lavoro minorile era ancora ampiamente sfruttato.
 Dal realismo ad uno stile più “promozionale” il passo non è breve, però ci si giunge e così nelle cartoline di Pipolo e soprattutto in quelle di Provitola l'immagine che viene veicolata dell'isola è ben diversa: le spiagge ora diventano luogo di bagni, tuffi, sole e divertimento, gli angoli ed i paesaggi vengono colti mettendo in evidenza il loro lato grazioso, piacevole, rilassante, le donnine in costume sorridono; cominciano a comparire anche i primi slogan “Ischia, l'isola dell'eterna giovinezza” “l'isola della primavera” ecc..
Ad Ischia Provitola comincia delle sperimentazioni grafiche componendo la cartolina con varie fotografie e inserendo al centro l'immagine di una bella donna in costume.
Ma Provitola fa di più lavora molto di fotoritocco, rendendo i colori più brillanti, più piacevoli, proprio come i film americani della stessa epoca dal tecnicolor molto spinto. Poi Provitola scatta una foto del lido di Ischia e disegna delle frecce sopra gli alberghi indicandone il nome. I “Saluti da Ischia” sono diventati un'attività promozionale di più ampio respiro, il marketing turistico è ormai bello e che maturo.

Storia e Scienze

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