Rossi ed arancio: fichi d'India, frutto mediterraneo

Già nell’ottocento i viaggiatori che dai paesi del Nord venivano sull’isola di Ischia erano colpiti e affascinati da strane piante grasse che spuntavano un po’ dovunque sulle rocce, sugli strapiombi scoscesi sul mare, tra le mura a secco in campagna. Ma non erano tanto sorpresi da queste spericolate piante spinose a forma di paletta, quanto dai loro frutti rossissimi che in estate accendevano le colline di bellezza sgargiante. Poi, quei viaggiatori del passato, un giorno scoprirono che quei frutti bizzarri erano anche buoni da mangiare. E da allora i fichi d’India dell’isola di Ischia sono entrati di prepotenza tra nei sogni gastronomici-mediterranei dei viaggiatori di tutto il mondo

Rossi ed arancio: fichi d'India, frutto mediterraneo

curiosità

Confettura di fichi d'India
Ingredienti
1,5 kg di fichi d'India
1 limone
500 g di zucchero semolato
Preparazione
Lasciare i fichi d'India a bagno in acqua corrente per 1 ora; scolarli e trasferirli, senza sbucciarli, in un tegame.
Coprire e cuocere, senza aggiungere acqua, per 15 minuti; poi, eliminare le bucce e passate la frutta al passaverdura. Versare, quindi, la purea in un tegame a fondo spesso e lasciarla asciugare, su fiamma molto bassa, per una decina di minuti.
A questo punto, aggiungere lo zucchero, il succo e la scorza di limone grattugiata e fare addensare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Appena la confettura sarà densa al punto giusto, spegnere il fuoco e versarla nei barattoli sterilizzati.
Tappare e capovolgere per qualche minuto; poi, rigirare i contenitori e farli raffreddare completamente, prima di riporli in luogo buio e asciutto.

Il fico d'India è la pianta simbolo del Mediterraneo. Chi dice sud pensa subito ai costoni di rocce sul mare con i fichi d’India arrampicati in posizioni impossibili, improbabili e difficili da raggiungere.
Ad Ischia i fichi d’India spuntano nei posti più impensati, sulle spiagge, tra le viuzze campestri e persino sui fianchi precipitosi del Castello Aragonese.
Sono difficili da raccogliere – come tutte le prelibatezze – a volte irraggiungibili.
Ma ci sono anche piante alla portata di un mano esperta. Perché una volta individuati questi frutti non possono essere presi come un pomo qualunque.
Sembrano dei panzarotti rubicondi ed innocui ed invece sono spinosissimi, tanto spinosi da aver bisogno di una mano esperta e di delicatezza estrema nella raccolta.
Ma una volta raggiunto il frutto sarete ricompensati da una dolcezza mielata e da un gusto inconsueto, il gusto più verace del Mediterraneo.

Se venite ad Ischia in vacanza fatevi consigliare da qualche vecchio contadino sulle zone dove trovare “ e’ palette e Fic d’India” come li chiamano qui e su come raccoglierli, ma anche su come sbucciarli.
Perché è questa un’operazione altrettanto difficile, vista la situazione davvero spinosa!

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Cultura

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