Film “Caccia alla volpe”

L’humour inglese di Peter Sellers – La Volpe, in azione a Sevelio – Ischia, tranquillo villaggio di pescatori messo in subbuglio dalle riprese di un film. Una spensierata commedia diretta da Vittorio De Sica

Caccia alla Volpe (1966)

Tratto dalla commedi "After The Fox" di Neil Simon

Regia: Vittorio De Sica

Attori: Peter Sellers - Aldo Vannucci, Victor Mature - Tony Powell, Britt Ekland - Gina, Akim Tamiroff - Okra, Paolo Stoppa

Produzione: John Bryan per Compagnia Cinematografica Montoro, Nancy Enterprises Inc

Cairo è stato rubato un grande quantitativo d'oro, l'Interpol, pensa di poterlo recuperare controllando l'unica persona che per esperienza ed astuzia può interessarsi al modo di introdurre in Italia i lingotti d'oro: Aldo Vanucci, detto"La Volpe".

Costui, che in carcere ha ricevuto l'incarico dall'organizzatore del colpo di trasferire l'oro, quando viene a sapere che la sorella Gina alla quale è molto attaccato non sta conducendo una vita onesta, decide di evadere e si reca a Roma. Ma Gina sta semplicemente partecipando alle riprese di un film ed il fratello ne approfitta per impadronirsi del materiale di ripresa ed organizzarsi per lo sbarco dell'oro.

Recatosi a Sevalio - Ischia- un modesto villaggio di pescatori, si spaccia per il regista Fabrizi, ottiene la partecipazione del divo non più giovane Tony Powell, si garantisce l'appoggio dell'appuntato che funge da forza pubblica nel paese e inizia le riprese di un caotico film comprendente la scena dello sbarco dell'oro del Cairo. Ma l'Interpol chiude la morsa proprio a Sevalio, per cui tutti i partecipanti al film finiscono in tribunale e La Volpe ritorna in carcere salvo poi rievaderne in primavera.

La musica diretta da Ralph Ferraro e la canzone dei titoli di testa è cantata da Peter Sellers.

La Critica

«Combinando abilmente l'humor britannico di Sellers e la truculenza italiana dei suoi caratteristi, De Sica ha centrato un film comico a volte chaplinesco che non sarebbe stato sconfessato nemmeno dal Renè Clair degli anni '30. È una pertinente e spiritosa satira della fauna cinematografica (...) puntualizzata da gag ben condotte (...). Ritmo, movimento, e belle ragazze rendono gradevole questo film che vuol solo distrarre senza volgarità». (J.G. "Le Film Francaise", 9/2/1968).

«Sceneggiato con poco estro, il film ristagna troppo spesso in scene di comicità insulsa e fuori misura, mentre gli interpreti alle prese con personaggi inconsistenti, tentano invano di dare vigore e significato ad una vicenda quanto mai fiacca. Inoltre, nelle singole sequenze, sovente concepite come unità a sé stanti, sono ravvisabili motivi e reminiscenze eterogenei. Si tratta complessivamente di un lavoro mediocre». (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 60, 1966)

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